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Biografia di Luigi Pirandello: vita e opere – Letteraria

Pirandello nella maturità umana e artistica
Imparerai a tue spese che nel lungo tragitto della vita incontrarerai tante maschere e pochi volti

 

 

Luigi Pirandello nasce a Girgenti (l’attuale Agrigento) nel 1867. Il luogo di nascita è il Caos, una tenuta agricola familiare e da questo nome Pirandello prenderà lo spunto per definire sé stesso e le sue opere.

Il padre, Stefano, e la madre, Caterina Ricci-Granitto, sono commercianti e nutrono un’immensa simaptia per l’ideologia risorgimentale e garibaldina.

Ben presto si appassiona alla filologia e alla letteratura studiando a Palermo, Roma e Bonn. Nella città tedesca si laurea nel 1891 con una tesi in fonetica e morfologia (titolo italiano ” La parlata di Girgenti”

Al ritorno in patria si trasferisce a Roma e, grazie all’amico Luigi Capuana, entra in contatto con la cultura militante.

Pubblica scritti critici e poesie su “La Nuova Antologia” e dalle pagine di un’altra rivista Letteraria polemizza con D’Annunzio.

Nel 1893 pubblica il saggio “Arte e coscienza di oggi” dedicato alla crisi dei valori di fine secolo, un tema già affrontato con interventi pubblicati da molti altri periodici?

Dal matrimonio con Antonietta Portulano nascono tre figli: Pietra, Stefano e Fausto. Stefano intraprenderà la carriera del padre, adottando il nome d’arte di Stefano Landi; Fausto, invece, diventerà un famoso pittore.

La vita scorre serena fino a quando il sopraggiungere di un evento drammatico sconvolgerà per sempre la tranquillità familiare: le zolfare possedute da Pirandello e dalla moglie si allegano provocando un crack finanziario.

Il dramma conduce Antonietta alla pazzìa e costringe Pirandello ad intraprendere una nuova strada professionale.

Dal 1897 al 1922 insegna dapprima stilistica, in seguito letteratura italiana, all’Istituto Superiore di Magistero di Roma.

La produzione letteraria prende corpo agli inizi del secolo scorso con poesie, saggi, romanzi e novelle che dal 1909 vengono pubblicate da “Il Corriere della sera”

(Il fu Mattia Pascal

viene pubblicato nel 1904).

Nel decennio 1910-20 è molto prolifico; su richiesta di Nino Martoglio, direttore del teatro minimo di Palermo, scrive due atti unici: “La morsa” e “Lumìe di Sicilia” tratti da due sue novelle. In quegli anni il biennio più prolifico è il 1916-17 quando pubblica numerose opere, sia in italiano, sia in dialetto (quest’ultime rese famose da Angelo Musco): “Liolà”, “Pensaci, Giacomino”, “La giara”, “Il giuoco delle parti”, “Così è se vi pare”, “Il piacere dell’onestà”.

Negli anni ’20 si afferma come drammaturgo, sia in Italia, sia all’estero (in Germania, in Francia e in tutto il continente americano).

Nel 1921 le rappresentazioni di “Sei personaggi in cerca d’autore” sono un trionfo che ne sancisce la fama in tutto il mondo, mettendo d’accordo pubblico e critica.

Nel 1925 lo spettacolo di massa ” La saga del Signore della nave” inaugura il Teatro d’arte di Roma, che lo vede impegnato come direttore e regista.

Fonda e dirige (fino al 1934) una compagnia teatrale nella quale s’impone l’attrice Marta Abba.

A lei Pirandello dedica alcuni drammi: ” Vestire gli ignudi” (1923) e “l’amica delle mogli” (1927).

Nel 1929 viene nominato Accademico d’Italia” e nel 1934 riceve il Premio Nobel per la letteratura.

La sua pubblica adesione al fascismo non condizionerà mai la sua arte che appare anzi molto corrosiva verso quell’ideologia e quel costume.

Nel 1936 la morte lo coglie a Roma mentre sta lavorando al dramma “I giganti della montagna”

 

Il fu Mattia Pascal

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sei personaggi in cerca d’autore

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